martedì, ottobre 03, 2017

sabato, settembre 30, 2017

martedì, agosto 29, 2017

paura, dolore, stanchezza e pazienza


Ci sono cinque cose che mi stanno accompagnando in queste settimane di fermo forzato: dolore, stanchezza, paura, fiducia e pazienza. Il dolore dell'osso fratturato, non guarito e poi operato ma anche di quando la mattina ti svegli e non riesci davvero a stirare il corpo perché un pezzo è bloccato e poi appoggi le mani alle stampelle perché senza non puoi fare niente e le mani ti fanno sempre male, nonostante i calli. Dolore. Fisico e emotivo perché ogni tanto ti scoraggi, perché sei stanco. Stanco. Il corpo è sempre stanco, i movimenti con le stampelle sono diversi, tutto è più lento, complesso e impegnativo ma ha anche il sapore della conquista e questo è il suo bello. Cose che prima erano scontate ora sono preziose e le noti in maniera molto diversa; in ogni gesto porti tutta te stessa anche perché quando non lo fai ti senti instabile e questo ti fa paura. Paura. Mi accompagna continuamente, non è una paura grande di quelle che ti paralizzano ma è quella che ti fa rallentare i movimenti e aspettare qualche istante prima di fare un gradino o appoggiare la piccola superficie della stampella perché sai perfettamente che basta niente per scivolare e urtare quella parte di te ora tanto fragile. Vorresti poterti aggrappare sempre saldamente a qualcosa ma non sempre hai una balaustra accanto e così devi avere anche Fiducia. Devi imparare a fidarti della forza che senti nelle braccia che anche se affaticate hanno imparato a sostenerti, fiducia nell'attenzione che stai impiegando e in chi ti offre aiuto. E Pazienza. Devi avere tanta pazienza perché la guarigione è lenta, dentro come fuori. Sebbene le prime emozioni siano inevitabili le ultime sono le più preziose e quelle da nutrire e se ti fermi a respirare, lasci che tutto questo si trasformi in forza: il dolore mi ricorda di prestare attenzione, la stanchezza mi fa rallentare in modo tale da poter lasciare andare la paura che alla fine è solo prudenza e mi permette di darmi il giusto tempo di guarire. 

martedì, agosto 15, 2017

A volte sei semplicemente stanco

Non ci riesci sempre. 
A volte semplicemente sei stanco. 
Stanco il corpo, stanca la mente. 
Sei stanco di cercare di stare su col morale, di trovare il buono in ogni cosa 
e di capire cosa devi imparare questa volta. 
Stanco. A volte, sei solo tanto stanco.
Stanco di sorridere, di meditare e pregare. 
Stanco di aspettare.
E allora speri. 
Speri d'essere abbastanza stanco da arrenderti davvero e riuscire finalmente a lasciare andare e vivere, 
attimo per attimo, un presente che certo è differente da come lo avevi immaginato tu, ma è il tuo unico, 
magnifico presente.

venerdì, agosto 11, 2017

11 08

La cosa che mi piace di più ricordare di Noi, è il tempo trascorso ad ascoltarti suonare.
Auguri papà

lunedì, agosto 07, 2017

lunedì, luglio 31, 2017

10 giorni di gesso (i primi)...

Una frattura.
Qualcosa si rompe quando non ce la fa a reggere la pressione a cui è sottoposta. Una frattura ha bisogno di riposo, di attenzione, di cure e di tempo. Tanto tempo. Nel modo giusto una frattura può essere sanata e, certo, non sarà più come prima perché ci sarà una cicatrice in profondità, qualcosa che non si vede da fuori ma che si sente. Qualcosa che ti ricorderai ad ogni movimento, ad ogni cambiamento ma che non necessariamente farà solo male. Una nuova attenzione sarà necessaria, una nuova consapevolezza e un nuovo modo di agire. Una frattura ti ferma, Ti dice di aspettare, che serve tempo per ricostruire qualcosa che già stava soffrendo ma che tu non stavi guardando nel modo giusto. E così ti viene dato tempo. Tempo per riposare, per scoprire risorse che non sapevi di avere, tempo per imparare a guardare ed ascoltare lasciando andare un ego che vuole essere indipendente e che fatica a chiedere aiuto perché non può più fare da solo tutto quello che vuole. Tempo per imparare ad apprezzare (forse perché per la prima volta ti dai il tempo di sentire) chi sei e chi hai attorno a te. Tempo per amare di nuovo tutto quello che accade e per ringraziare. Una frattura ti chiede d'essere curata davvero, perché un cerotto non basta e di certo non la puoi ignorare ma la cosa a cui prestare attenzione è che tutto ciò che sta attorno alla parte rotta necessiterà della massima attenzione, perché si troverà a portare un carico maggiore a quello usuale e se ti sei rotto un piede perché lo hai appoggiato male, forse vale la pena di pensare che devi imparare di nuovo a camminare.



venerdì, luglio 14, 2017

Sarvangasana con gatto

Cosa succede davvero quando pratichi yoga in una casa con gatti

lunedì, giugno 26, 2017



da "Mindfulness per Gatti (e per i Loro Padroni)"
scritto da Lorena Pajalunga
illustrato da Eloisa Scichilone (me =^.^=)

domenica, giugno 11, 2017

mercoledì, maggio 31, 2017

Mindfulness per gatti


- Mindfulness per gatti e per i loro padroni -
edizioni L'Età dell'Acquario 
scritto da Lorena Pajalunga
e ovviamente illustrato da me :-) 


martedì, maggio 30, 2017

Amore

C'è un momento della vita in cui ti rendi conto di poter essere solo spettatore di qualcosa di cui invece vorresti essere protagonista. Anche con tutto l'Amore del mondo ci sono cose non puoi cambiare e che devi solo accettare...che poi forse l'Amore è proprio questo:
lasciare che ogni cosa semplicemente sia. 


giovedì, maggio 25, 2017

Non vediamo la verità

Ciechi. Alla fine siamo tutti ciechi e sordi. Sbattiamo da una parte all’altra cercando qualcosa che abbiamo in mano solo perché non la sentiamo. 
Cerchiamo ovunque l’Amore quando invece lo abbiamo dentro. Trasformiamo la realtà che ci circonda temendo e ignorando una verità che invece ci appartiene. Di vita in vita trasciniamo i nostri bisogni non soddisfatti, che diventano ferite, regalandoci solo infelicità. Non sappiamo cosa sia l’Amore. Come potremmo riconoscerlo quando lo incontriamo se non sappiamo che aspetto ha?

mercoledì, maggio 03, 2017

Siamo Fenici fatte di carta

Viviamo su una terra che crediamo ferma, in balia di onde invisibili che seguono il flusso della marea. Ogni sera, come il sole, ci corichiamo nella notte per rinascere la mattina.
Siamo fenici fatte di carta. 

sabato, marzo 25, 2017

giovedì, marzo 23, 2017

domenica, marzo 19, 2017

l'aroma dell'Amore

 Il caffè ha un aroma forte e intenso, uno di quegli aromi che riempiono l'intera casa e aprono ogni volta in noi un mondo di ricordi. Preparare il caffè è forse una delle prima cose che ho imparato a fare. Mio padre mi diceva: "preparalo tu, che è più buono".  ^_^
 Così oggi, che è la festa del papà, il caffè lo preparo pensando a lui e sono sicura che si bea ancora del suo aroma, come faccio io ogni volta che apro il barattolo del caffè.
 Il caffè ha un aroma intenso e inconfondibile: l'aroma dell'Amore.

A tutti i papà che non sono più qui ma che sono sempre nel nostro cuore. 


domenica, novembre 06, 2016

Soli...

In un mondo pieno di cose e di gente noi ci sentiamo soli. la solitudine è una condizione che spesso incontriamo anche avendo molto attorno, altre volte invece avendo niente non la proviamo. E' strana la solitudine, a volte diventa lei la nostra compagna e se ne sta lì accanto a noi, avvolgendoci di una nebbia fitta e umida che ci riempie di tristezza, fino a quando piangiamo lasciandola scivolare via poco a poco. Ci scorre addosso formando una pozza ai nostri piedi, pozza in cui possiamo vedere il nostro riflesso e se guardiamo più attentamente possiamo scoprire noi stessi, ed è in quel momento che possiamo domandarci perché ci sentiamo tanto soli.

giovedì, ottobre 27, 2016

ricordi


FB da un po' di tempo ha l'abitudine di ricordarci le nostre memorie, i vecchi post, presi a caso, all'inizio mi disturbava un poco, mi domandavo: "ma cosa vuole? ma chi glielo ha chiesto?" :-)
Invece ora molto spesso condivido il mio ricordo perché in effetti ciò che posto su FB è sempre pensato e che sia importante o semplicemente bello per me ha un senso, è una "memoria" nel vero senso del termine e riguardarla dopo tanto tempo mi aiuta a lasciarla andare. Questo è appunto un ricordo di quattro anni fa: fu un anno difficile (bisestile pure lui) il tetto di casa distrutto, svariati incidenti, papà ammalato, Jar ammalato...pochi mesi dopo due dei gatti di questo disegno non ci sarebbero stati più e il terzo già non era nel disegno anche se ancora con noi. La vita scorre e muta come fosse acqua, a volte appare come un tranquillo ruscello a volte come un torrente in piena che col suo fragore riempie il nostro silenzio interno e quasi ci assorda. 
Acqua che passa e a volte distrugge ma poi va, lasciando solo quel che doveva restare.

I Gatti si alternano nelle nostre vite a ricordarci proprio questo: l'impermanenza.
Cambiano le presenze attorno a noi ma il loro relazionarsi con noi non muta mai, e alla fine trovano sempre il modo di starci accanto. 

giovedì, ottobre 13, 2016

un'emozione stana...

Oggi esce ufficialmente il mio primo libro di Yoga, interamente disegnato e con protagonista il mio amato Merudan che da tanti anni mi tiene compagnia. Tra due giorni soltanto saremo allo Yogafestival a presentarlo e io comincio ad essere tra lo spaventato e l'entusiasta...è un fritto misto emozionale che continua a viaggiare su questo mare interno facendomi sentire un po' sballottata e tanto, tanto strana. E' un piccolo libro di 144 pagine e li dentro ci sono io, totalmente io. Con tutte le mie fragilità, le mie paure, i dubbi, le scoperte: il percorso di tanti anni di Yoga e di vita racchiuso in un piccolo libro pieno di colore e allegria. E' un po' come presentarsi nudi al mondo, è il primo libro in assoluto fatto per intero da me e ora che le persone cominciano a leggerlo, la paura di aver fatto qualcosa che possa risultare sciocco o vuoto cammina a pari passo con la certezza di aver realizzato qualcosa di bello e profondo...mah! O.o' Sarà che convivo con un orso viola di dimensioni notevoli e dal carattere mutevole da tanto tempo, o sarà semplicemente che sedici anni di yoga non bastano ad essere sempre stabile ma per dirla franca: "me la sto facendo sotto". Sono tanto curiosa però, un po' di vedere come sarà accolto e un po' di vedere cosa impareremo io e il mio Merudan da tutto questo.
Lui pure è parecchio in ansia in questo momento ma facciamo un bel sorriso, un grande respiro e si inizia. Oggi si aprono le danze! Speriamo di far sorridere un po' di persone. =^____^=

lunedì, ottobre 10, 2016

sono tornata

Ricomincio a scrivere, qui, sul mio blog nato tanto tempo fa come diario disegnato. Ad un certo punto ho semplicemente smesso di scrivere e di disegnare il mio diario, mi era stato fatto notare che non era abbastanza bello e così ho smesso. Faccio sempre così...chissà perché? anziché dire all'altro di farsi gli affari suoi e continuare per la mia strada. Sono davvero così fragile e insicura da preferire smettere di fare qualcosa piuttosto che continuare ad essere richiamata? Io disegnavo per me sola e in realtà a tanti piaceva...ma ho smesso ugualmente, un po' come quando mi era stato fatto notare che ero grassa e avevo smesso di mangiare. Non smetto subito in realtà...uno deve insistere un po', come a fare crepe nel mio muro, ma poi io cedo. Cedo sempre.  La mia vita aveva anche preso una piega talmente dolorosa da restare in piedi a fatica, ma è anche vero che alla fine un dolore c'è sempre in un modo o nell'altro, e io non ho più voglia di rinunciare. Così oggi ricomincio col mio diario condiviso, qui sul mio blog che probabilmente ormai nessuno guarda più. Ma va bene così, ricomincio da me.

giovedì, settembre 15, 2016

La Posizione dell'orso - lo Yoga allegro di Merudan


Merudan ha il suo primo libro!!! =^____^= In uscita tra un paio di settimane, edito da Morellini.
"La Posizioni dell’Orso - lo yoga allegro di Merudan” È uno dei primi e rari libri sullo yoga sotto forma di fumetto. L’arte dell’ironia e della poesia assieme a un tratto fresco, lieve e delicato rendono originale questo libro dedicato ai vari aspetti del sentire lo yoga. Merudan, mio allievo immaginario di yoga, ha vissuto per alcuni anni nel suo blog online (www.thebearposition.blogspot.it), prima di diventare il simbolo di apertura delle “Pagine Om" di Yoga Journal.

mercoledì, agosto 10, 2016

Progetto Quasi

Esiste un meraviglioso gruppo di donne che si chiama Progetto Quasi che in un modo divertente e irriverente porta all'attenzione e all'adozione cani (e non solo) che altrimenti resterebbero a vita in una gabbia.




lunedì, agosto 08, 2016

ora come allora

Cambiare…pensiamo che crescere significhi cambiare ma se fosse invece solo ritrovare una parte di noi che abbiamo dimenticato? Io da bambina amavo fare le stesse cose che amo adesso: disegnare e cucinare.
Facevo dolci e disegnavo già a tre anni…non che fossero commestibili i dolci o belli i disegni ma quando hai tre anni non ti importa mica, è quanto basta per essere felice. Così è sempre stato, in ogni momento buio della mia vita disegnare o preparare una torta al cioccolato ha sempre funzionato, ed è così ancora adesso, anche senza bisogno dell’infelicità.


domenica, luglio 31, 2016

temporale

4.30 del mattino. Qualcosa mi sveglia, non so cosa…un tonfo sordo nel cuore, qualcosa di lontano. Provo a riaddormentarmi ma non riesco. Nemmeno Verdicchio che nel buio arriva per sdraiarsi sulla mia gola e farsi confortare mi aiuta a riaddormentarmi. Mi giro nel letto. Mi alzo, sono le 5. I gatti mi seguono silenziosi, è presto pure per loro. Andiamo in cucina, preparo un po’ di tè per me e do qualche crocchetta a loro. Si alza un vento forte e il cielo si riempie di lampi, inizia a piovere. Piove sempre più forte, il vento, i lampi…il cielo che a tratti diventa bianco. Rumore. Tanto rumore. Il suono della pioggia che incessante batte sul vetro, sul tetto, sugli alberi, sulla roccia, acqua che scroscia a cascata dalle grondaie che sature non riescono più a scaricarla, il giardino che diviene una pozza perché anche la terra non fa a tempo a lasciare andare. Chiudo tutte le finestre e ferma, con la mia tazza in mano guardo fuori nel buio illuminato dai lampi e sento il carico energetico della natura e la paura, la paura di chi mi sta intorno e coi baffi dritti e la coda nascosta mi guarda con occhi sgranati e la paura di chi è fuori e penso a chi non ha un tetto sotto cui ripararsi e mi sento fortunata e sento la mia paura profonda e penso a quando il mio di tetto si è disfatto sotto il peso dell’albero immenso che gli si è spezzato sopra quattro anni fa…Lampo. Conto. 1001…1002…1003…conto come quando da bambina ascoltavo il temporale allontanarsi. Poi, lentamente tutto si placa, il cielo, gli animi, i gatti tornano a dormire e io resto alzata a scrivere.

venerdì, luglio 22, 2016

sabato, luglio 02, 2016

A mio padre

Un anno. E' passato un anno. Un anno intero che mi è servito per uscire davvero dal buco in cui ero. Non passa giorno senza che io pensi a te, eri il quotidiano per me che ero l’intero tuo mondo. Ogni giorno qualcosa ancora mi parla di te. Sei in ogni pezzo al pianoforte che ascolto e sei ogni vecchietto malfermo che incontro.  Sei il pescatore che all’alba lancia l’amo nell’acqua e sei l’acqua del lago, che mi parla di me.  Sei nei libri che ho conservato e non riesco a sfogliare, sei nella musica che ancora non riesco ad ascoltare e sei tutte le fotografie che non sono stata capace di guardare.  Sei tutte le cose che avresti potuto fare e che, invece, hai lasciato andare. Sei ogni ambulanza che passa, ogni spesa che faccio e sei in ogni cosa che semplicemente mi fa pensare: “questo papà lo poteva amare”. 

giovedì, giugno 30, 2016

Quando disegno

Quando disegno io sono tutto  e niente. Sono gioia e dolore, sono luce e buio, odio e amore. Quando disegno sono un fiume che scorre, un gatto che gioca, un orso che dorme. Sono piccola e grande, sono un sogno che nasce e uno che muore. Sono il segno duro tanto da far male e quello morbido che ti sa coccolare. Sono il vuoto del cuore dopo un grande dolore e il pieno dato da un grande amore. Quando disegno io sono un attore, un regista e uno scrittore. Quando disegno io sono le parole che non so pronunciare.


giovedì, giugno 23, 2016

il gatto nel coccodrillo


Poi ti svegli una mattina avendo sognato il micio che non vedevi dal pomeriggio precedente tornare a casa travestito da coccodrillo...mah =O-o'=

martedì, novembre 17, 2015

Namastè "mi inchino alla Luce divina che è in Te"

Namastè "mi inchino alla Luce divina che è in Te"
Jyoti è la luce divina

giovedì, ottobre 29, 2015

martedì, ottobre 20, 2015

lasciare andare

E' tanto che giro intorno a questa cosa, l'ho scritta, l'ho letta e riletta, riesco a farne un unico disegno per adesso ma so che non è una cosa che devo tenere solo per me e così la condivido.

"Arriva il giorno in cui apri quel cassetto in cui tenevi il tuo sogno da tanto tempo, lo incarti e lo regali a chi il sogno l’ha realizzato.

Diventare madre : una cosa tanto naturale e per alcune tanto semplice, eppure per altre tanto difficile se non impossibile. Una condizione che quando realizzata viene sempre condivisa con gioia ma che quando non avviene viene quasi nascosta, un dolore avvolto da una sorta di tabù, come se fosse solo di una e non di tante.  Col tempo semplicemente si smette di parlarne e ci si ritira in silenzio nel proprio dolore, sorridendo fuori perché ormai “lo abbiamo superato”. Dieci anni. Dieci anni sono un sacco di tempo : sono abbastanza tempo da starci tanto male da non riuscire nemmeno a parlarne senza piangere, da non riuscire a stare nella stessa stanza con chi un bimbo lo attende, da piangere giorni interi e domandarti perché loro si e tu no; sono abbastanza tempo da essere gelosa di chi invece può ed avercela con tutti quelli che ti danno consigli perché “loro” un bambino l’hanno avuto. Dieci anni sono un sacco di tempo : sono abbastanza da vedere le tue amiche avere figli, a volte perderli, altre invece non poterne avere proprio come te e come te semplicemente restare in silenzio; sono abbastanza tempo da iniziare a dirti che è meglio così e iniziare semplicemente a tagliare corto alle domande con un pacifico : ”non posso averne” che non lascia mai spazio ad altre parole. Dieci anni sono abbastanza da farti capire che non avresti potuto sostenere anche quella fatica ed iniziare a vedere che il tuo corpo ti dà ragione scegliendo di andare a riposo. Dieci anni sono tanto tempo :  sono abbastanza da riuscire ad amare i tuoi nipotini, a toccare una pancia che scalcia sorridendo di cuore, tenere in braccio un bambino per calmarne il pianto, sono abbastanza tempo da riuscire a seguire e consigliare le tue allieve di yoga quando restano incinta e sono abbastanza da poterne parlare davvero e scriverne e disegnarne…piangendo solo un po’ :-)
Dieci anni sono abbastanza da comprendere che per ogni cosa che accade o non accade c’è un senso e che si, il tempo aiuta ma solo se lo usi per lasciare andare. Non è una punizione, non c’è un merito o un demerito in tutto questo è solo che ognuna di noi ha una sua storia da vivere, qualcosa da imparare e da dare. Storie diverse con un solo fine : l’Amore
Amore per noi stesse, sempre, anche quando sbagliamo, anche quando soffriamo o ci arrabbiamo o diamo fuori di matto perché qualcosa dentro di noi si è spezzato o soltanto inceppato, perché chi l’ha detto che non possiamo essere arrabbiate o avvolte dal dolore??? certo che possiamo! Noi possiamo essere tutto ciò che abbiamo bisogno di essere e ogni volta che occorre ma alla condizione di lasciare uscire e poi lasciare andare, perché la sola emozione da cui dovremmo voler essere avvolte sempre è l’Amore. Amore per gli altri, per tutti, anche per chi dice la cosa sbagliata nel momento sbagliato o fa la cosa sbagliata, per chi ci fa soffrire o chi riceve il dono che anche noi avremmo tanto voluto avere e non importa quale esso sia. Esiste un tempo in cui custodire un sogno e un tempo in cui lasciarlo andare. Io scrivo e disegno e se questo è quello che posso donare al mondo questo farò."

giovedì, settembre 03, 2015

una casa vuota

 Una casa vuota.
Ora è tutto quello che resta.
Chi mi incontrava nell'ultimo mese per le scale che portavano all'appartamento in cui aveva vissuto mio padre mi diceva :
"fare un trasloco è sempre impegnativo, non ci si ricorda mai quante cose si accumulano in una casa."
Mi hanno visto fare su e giù per un mese, fino a quando non sono riuscita a togliere l'ultimo scatolone e dare l'ultima mano di bianco.
In questo mese ho imbustato vestiti, inscatolato oggetti, smontato mobili,
ho pianto ad ogni busta che riempivo e ad ogni cassetto che svuotavo... perchè stavo imbustando la vita di mio padre. Tutta la sua esistenza in scatole e in buste e lui in un vaso...perchè alla fine un'urna è un vaso con coperchio. I primi giorni sono stati durissimi, poi man mano che svuotavo e sistemavo mi rendevo conto che non poteva essere solo quello, che non poteva finire li, dov'era lui mi sono domandata? Mi sono guardata intorno e l'ho visto : nei suoi libri, quei libri che si è portato dietro in ogni trasloco fatto, in ogni casa, a tutto ha rinunciato nella vita ma mai ai suoi libri. Quegli stessi libri che nell'ultimo anno ha voluto rileggere uno ad uno e che uno ad uno ha riguardato. Libri...centinaia di libri. Ho chiesto aiuto a chi pensavo potesse essere interessato ai vari generi e un giorno dopo l'altro ho visto giovani musicisti, matematici, filosofi, letterati, appassionati di letteratura arrivare un po' scettici pensando solo di fare un favore dando un'occhiata e poi illuminarsi davanti agli scaffali pieni delle librerie, domandandomi se davvero potevano prenderli, se ero sicura. Si, era sempre la mia risposta.
Quello che non hanno preso loro è andato nelle biblioteche e quello che ancora restava in donazione al Mato Grosso. Ho regalato tutto quello che ho potuto. Se avessi fatto solo sgomberare la casa avrei impiegato penso due giorni al massimo e pianto molto meno...così ho impiegato quasi un mese e alla fine mi ha resa felice; è come se avessi donato una parte di mio padre, quella parte che lui non ha mai saputo donare perché convinto di non avere niente, di non essere niente. Ho voluto dipingere da sola la casa, un po' piangendo, un po' ridendo, un po' ballando con la musica nelle orecchie e con la sensazione di aver chiuso un capitolo della mia vita, con la sensazione di aver avuto l'opportunità di dare un senso a tutto. Un trasloco mi dicevano...un trasloco è quando trasferisci il contenuto di una casa in un'altra casa, svuotare una casa è cosa ben diversa.
Bianco. Ora è tutto bianco. Il bianco delle pareti pulite, il bianco della carta di un foglio nuovo su cui scrivere, il bianco della luce che avvolge il mio cuore.

domenica, luglio 19, 2015

Basta una carezza

Al mondo occorre un po' d'amore in più.

martedì, luglio 07, 2015

io e il mio papà

7 7 15
la data che ha scelto per andarsene...
bei numeri...sommati danno 11 il giorno i cui è nato


sabato, giugno 06, 2015

domenica, maggio 10, 2015

essere mamma

un disegno fatto un po' di tempo fa...c'erano ancora Jar e Mayò e anche Zoe...
ci sono giorni in cui convivo bene con questa mancanza e altri no...oggi è un no ma so che domani passerà.